Ho parlato di porte, nell’articolo sui webtoon e le serie. Sarebbe più giusto anche coinvolgere i ponti, nella metafora. Perché esistono porte che si aprono, e una volta attraversate, non solo non si richiudono più, ma si trasformano in ponti verso altre porte e altri mondi. Perciò, la lettura si trasforma velocemente in un giro di giostra che non si ferma mai, e che si arricchisce di nuove esplorazioni e nuovi spunti.
Il passaggio è avvenuto, ancora una volta, attraverso Supernatural.
Dopo aver guardato la serie, averla vissuta, essere entrata in risonanza con alcuni personaggi, mi sono fermata a riflettere. Mi aveva colpito talmente a fondo, che non volevo lasciarla andare. Dovevo tenerla ancora un po’ con me, ma non sapevo ancora come. Ho cercato… nemmeno io so bene che cosa, ma quando mi sono messa a navigare in Internet, ho buttato chiavi di ricerca a caso, ho seguito i link, e sono approdata ad un altro mondo.
Un mondo con un nome bellissimo, che si è poi rivelato un universo intero, Archive of Our Own.
Si tratta di una piattaforma online senza scopo di lucro dedicata alla pubblicazione e condivisione di fanfiction, che raccoglie milioni di storie create dai fan, basate su libri, serie TV, film e altri universi narrativi, totalmente gratuite e scritte in moltissime lingue.
Entrare in Paradiso può essere spaesante, all’inizio. Dopo aver finito di leggere la storia che mi aveva portato lì dentro, ho azzardato una prima timida esplorazione. Un sopralluogo, tanto per capire di che cosa si trattasse. Non era altro che il sogno di un bibliotecario con manie di grandezza e un debole per la tecnologia. Un archivio immenso, stratificato, apparentemente caotico, ricco da svenire: migliaia di storie, versioni alternative, deviazioni narrative, riletture di ogni tipo.
Dopo aver letto affannosamente un certo numero corposo di fanfiction basate sulla coppia di fratelli Sam e Dean Winchester, ho constatato una cosa. La fanfiction non è solo un’estensione delle storie originali, ma un luogo dove le trame vengono rimesse in gioco. Trasformate, evolute, ridotte, tagliate, cucite, esplose, stravolte, ricreate, depurate o intorbidite. I personaggi non sono chiusi nei ruoli assegnati dalla storia originale e originaria. Emergono lati puri, inquietanti, devianti, deboli, forti. Vengono trattati malissimo, oppure coccolati all’estremo. Vengono spinti oltre, piegati, ricostruiti. Il tutto attraverso una libertà inebriante, che rischia di procurare l’ubriacatura, esprimendosi con una precisione e ricchezza emotiva sorprendenti.
Nel caso di Supernatural, questo significa entrare in territori che la narrazione ufficiale sfiora appena, o evita del tutto.
Il legame tra i due fratelli viene esplorato in profondità, in tutte le sue possibili declinazioni, soprattutto quelle più controverse e scandalose, partendo da ambiguità sfumate nei dialoghi della serie, che facilmente puntano in una direzione da cui tutti, almeno in apparenza, si affrettano a distogliere lo sguardo.
In ambito fanfiction, però, la neutralità o l’appellarsi ai buoni sentimenti e alla decenza non servono. O meglio, possiamo dire che scompaiono, disintegrate da trame esplicite e stili altrettanto sfacciati. Qualcuno dichiaratamente perverso. Niente di questo arriva come sorpresa per il lettore di fanfiction, su questa piattaforma. Ogni storia pubblicata è preceduta da un ricco corpus di hashtag che indicano chiaramente se si tratta di una lettura adatta a tutte le età, o tratta di temi adulti. O perfino di perversioni, sadismo, angoscia, maltrattamenti, violenza, abuso. È tutto all’inizio, per cui il lettore attento può scegliere. E se, nonostante questo, legge, e si sente insultato e offeso (capita anche di leggere commenti indignati a certe storie regolarmente contrassegnate da hashtag molto difficili da equivocare, che inneggiano alla cancellazione delle stesse), la risposta serafica che spunta da ogni dove, dall’autore o da altri commentatori, è: non ti piace? Non leggere. Continua a cercare quello che fa per te. E fai attenzione agli hashtag, che sono chiari e presenti. Se non vengono inseriti, la storia non viene accettata dalla piattaforma e non può essere pubblicata. Perciò, emerge chiara un’altra tendenza, che si perde nella vita reale: l’invito a prendersi la responsabilità delle proprie azioni. Se controlli gli hashtag dell’introduzione, capisci che nella storia ci sono temi che non ti piacciono, e nonostante l’avvertimento, leggi e poi scrivi commenti indignati e di lamentela, il problema è solo tuo. Nessuno ti prende sul serio.
Come sembra evidente, alcune di queste letture non sono facili, ma sono incredibilmente potenti. Non si tratta solo di temi scabrosi, ma anche dell’esplorazione di sentimenti e pensieri aggrovigliati e pesanti, che nella realtà quotidiana arrivano a causare fraintendimenti, risentimenti, ma anche odio e problemi mentali.
Questo è uno dei privilegi della fanfiction, a differenza delle pubblicazioni tradizionali: non chiede il permesso a nessuno. Scrive, esprime, sviscera problemi, punta il dito, urla e propone soluzioni, mostra altri punti di vista.
Alcune delle storie che ho letto mi hanno messo parecchio a disagio; altre mi hanno sorpresa, mi hanno fatto fermare e riflettere. Alcune hanno avviato dei piccoli cambiamenti in pensieri e situazioni interiori bloccate e ristagnanti da decenni. Alcune mi hanno fatto piangere in modo inatteso e liberatorio.
Alcune mi hanno sorpreso per l’incredibile talento nella scrittura, nello stile e nella capacità di confezionare storie credibili, persino in ambiti totalmente al di fuori della realtà quotidiana come il fantasy.
Il talento non appartiene a un contesto editoriale, né dalla legittimazione pubblica di critici o editori. Si trova ovunque, fiorisce e prospera ovunque, anche qui. O forse… soprattutto qui?

0 commenti