27 Ott 2025

Rosanna Turone – Santa – Una vita in contrasto

Riassunto

Santa. Una bambina che avrebbe dovuto nascere Santo, una vita immersa nel contrasto continuo.

Rosanna Turone - SantaNon mi sono accorta subito di quanto andasse in profondità il punto di contatto tra me e questo libro, per quanto fosse evidente… il nome. La protagonista del libro si chiama Santa, ma avrebbe dovuto nascere Santo. L’intera famiglia se lo aspettava con chiarezza, senza nemmeno un dubbio. Al punto da prepararle un’accoglienza calda tutta tinta di azzurro: stanzetta, telai delle finestre, pareti. La bimba e poi donna Santa inizia a vivere con un pesante zaino di pietre sulle spalle, creato dal contrasto tra il suo sesso e quello desiderato dalla famiglia. Il contatto con me è stato proprio il peso attaccato al primo nome che mi hanno affibbiato, che apparteneva a mia nonna, e quello che invece è stato desiderato per me. Fino ad un paio di anni fa, rifiutavo con forza il nome scalciando per liberarmi dal peso. Poi mi sono fermata, l’ho guardato, studiato, esaminato e integrato. Vivendolo, pur con disprezzo e rifiuto, l’ho trasformato in qualcosa di mio. O forse, qualcosa di mio si è impossessato di quel nome e l’ha modellato su di sé, facendosene rappresentare.

Leggere della ribellione di Santa contro il suo nome e il tipo di vita che le si prospettava davanti mi ha rassicurato: non ero l’unica a provare rabbia e diniego verso un nome imposto da tradizioni cieche.

Sinossi

Fin da bambina, Santa ha solo un sogno: essere amata senza condizioni. Ma i suoi genitori, che avrebbero voluto un maschio, le hanno sempre preferito la capricciosa sorella Beatamaria. Santa cresce insofferente per questo amore a metà, e quando ritrova Gianni, un ex compagno di scuola, coglie l’occasione di lasciare il paesino calabrese dove vive per seguirlo in Piemonte. Santa tocca il culmine della felicità quando diventa madre di Tommaso, mentre Gianni si rivela sempre più irascibile e violento; contro tutti i precetti della famiglia, Santa lo lascia. Finalmente libera, lavora come modella di abiti da sposa e inizia una relazione con Mauro, un uomo sposato per cui prova un’intensa passione. Ma quando scopre di aspettare un figlio, Santa si ritrova da sola di fronte a una scelta estrema, che la porta a sfidare tutte le sue più profonde convinzioni. Scritto in uno stile vertiginoso, con tratti di lucida ironia e ricco di personaggi memorabili, Santa è il romanzo di una donna che splende di luci e di ombre, che rompe ogni regola per rivendicare al tempo stesso la voglia di essere amata e di emanciparsi. Nel suo esordio, Rosanna Turone trasforma la fragilità in un’arma pericolosa, con cui travolgere limiti e compromessi, in una corsa a perdifiato verso la libertà. Questo libro è per chi impugna una spada giocattolo per difendersi dai brutti sogni, per chi balla sulle note di La bambola di Patty Pravo in accappatoio e turbante, per chi vuole uno specchio dove vedersi per intero, e per chi ha capito che l’amore non è quello che ti accontenta, ma quello più grande di qualsiasi numero, impossibile da misurare.

Rosanna Turone

Santa

NN Editore

 

Che cosa mi ha lasciato il libro?

Quando ho chiuso il libro, mi sono posta la classica domanda un po’ banale: ‘Mi è piaciuto?’ Non ho saputo rispondere con un sì o un no decisi. Questo non è uno di quei libri che puoi etichettare o inquadrare in un ambito circoscritto di sensazioni e sentimenti. Ci ho pensato diversi giorni, ho scambiato osservazioni e commenti all’interno del gruppo di lettura di Babelica in cui è stato proposto. Ho lasciato che quella parte del mio cervello dedicata alla lettura parlasse con il libro, rielaborando, scavando, ponderando. E poi ho ascoltato l’autrice parlare della sua creatura nel corso della presentazione di Santa presso Babelica, venerdì 24 ottobre.

Presentazione Rosanna Turone - SantaSe parto a considerare l’io narrante, Santa, mi trovo davanti una donna che con tutta probabilità mi irriterebbe incontrare di persona. E troverei il modo di ammirare alcune caratteristiche. È forte e dura, Santa. Si dibatte da subito sotto il giogo di una contraddizione che le hanno messo addosso i genitori. Si aspettavano con una sicurezza cieca che desta perplessità un maschietto, per cui le preparano una bellissima cameretta azzurra in tutti i suoi angoli, e una frase di accoglienza sopra il suo letto: Benvenuto Santo.

Sorpresa… Santo il salvatore è una Santa. La madre sembra non sopportarla, sempre schierata a proteggere la sorella Beatamaria, preda facilissima di isterie non appena viene contraddetta. L’unica dalla sua parte è la nonna Bruna, che ha un atteggiamento e un temperamento avanzati per quel paesino della Calabria in cui si trovano, proprio davanti alla Sicilia. Anche lei è forte, ma è più disposta a mediare. Santa, no. Santa vuole andarsene e lo fa grazie ad un uomo, Gianni, da cui ha un figlio e che si rivela un amore sbagliato, secco.

Poi è la volta di Mauro, bello e sposato, che non riesce a lasciare la moglie per lei e non vuole sforzarsi in nulla per Santa. La costringe ad abortire, ma poi non riesce a staccarsi da lei. È preda della passione più sfrenata con Santa, ma oltre questo non va, con lei. Non osa, non vuole, non ci riesce: l’unica cosa che riesce a fare è manipolare spietatamente Santa e a ritornare dalla moglie Diletta. Almeno finché non riprende il suo personale gioco crudele di tira e molla con la nostra.

È come Santa, immerso fino agli occhi nel conflitto. Santa vuole andarsene dal paese, lo fa con decisione, e con altrettanta decisione, ritorna indietro. Per poi ripartirsene. Si ribella, vuole di più dalla vita, ma non riesce a portare avanti la sua ribellione fino alla fine. Soffre ma non diventa santa come vorrebbe il suo nome. Soffre e rimane imprigionata in un’ellisse di fuga e ritorni continua, costellata di decisioni sbagliate e amori sbagliati.

Forse, l’unico momento in cui si lascia pervadere finalmente dalla determinazione più accesa di andare fino in fondo è proprio il finale. Aperto, apertissimo e per me frustrante perché avrei voluto sapere con certezza. Ma come ho detto, questo non è un libro che si lascia inquadrare in categorie chiuse o aggettivi definitivi; perciò, il suo finale è perfettamente allineato con filo narrativo.

Santa - Rosanna Turone

La prima cosa che mi ha fatto venire in mente è stato un bellissimo film di svariati anni fa, Addio, mia concubina, in cui avessero però versato un filo di Tarantino.

Perché lo consiglio?

Perché fa riflettere. Sulla propria capacità di scegliere per sé stessi. Sul fatto che è così facile restare preda delle contraddizioni e delle delusioni. Santa lo illustra molto bene, quando nonostante abbia voluto sfidare tutte le convenzioni accettate, finisce per farsi sfiancare dal loro peso. Lotta fino alla fine, Santa. Non si arrende anche se il dolore minaccia di spezzarla definitivamente. Poiché sono convinta che le storie possano guarire, oltre che insegnare, affermo che le vicende di Santa possono essere usate come uno specchio per individuare le trappole dei condizionamenti nelle nostre vite, ed evitarle. Almeno, a provarci.

Autrice

Rosanna Turone è musicista e insegnante. Nata a Gioia Tauro nel 1981, è diplomata in pianoforte e clavicembalo. Nel 2021 ha frequentato il corso “Trovare la sedia – scrivere un romanzo in un anno” a cura di Paolo Nori presso la Scuola Karenin di Bologna. Vive a Biella dove è docente di pianoforte. Santa è il suo romanzo d’esordio.

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Loredana

Loredana

Sono una lettrice onnivora da sempre. Non ricordo un momento della mia vita senza un libro tra le mani o senza una pila crescente di titoli da leggere accanto a me. Fin da bambina, ho sentito il richiamo irresistibile delle copertine e delle pagine scritte: mentre altri si perdevano tra i giocattoli, io aprivo quei mondi di carta e ci entravo dentro, ogni volta scoprendo qualcosa di nuovo. Conosciamoci meglio

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