02 Lug 2026

Raccapriccio e stupore

Riassunto

Come si fa a costruire qualcosa, se non si gettano le fondamenta? O non si parte da un disegno, un progetto? Se non si ha una rotta segnata, come i marinai sanno molto bene? E se non si ha un minimo di coerenza?

Mi sono resa conto con raccapriccio e stupore che non scrivo recensioni dall’anno scorso. E la parola di quest’anno era costruire! Come si fa a costruire qualcosa, se non si gettano le fondamenta? O non si parte da un disegno, un progetto? Se non si ha una rotta segnata, come i marinai sanno molto bene? E se non si ha un minimo di coerenza?

Cantiere e scrivere

Non si fa. Non si costruisce. Oppure, si costruisce con molto ritardo. Devo dire, però, che non ho scadenze e nemmeno persone che mi alitano sul collo premendomi per scrivere e produrre. Forse è per questo che ho scritto pressoché nulla finora…? Potrebbe essere. Oltre al continuo auto-giudizio che in fondo non interessa a nessuno quello che ho da dire, perché non sono qualcun altro, ecc.

Scuse. Non sono altro che scuse, e lo dico con affetto, stavolta, liberandomi dal livore che sempre accompagnava le parole che rivolgevo a me stessa. Poiché non parlerei mai con disprezzo e alterigia a qualcun altro, se non avesse agito male nei miei confronti, non vedo perché devo indulgere io nella pratica di svilire me stessa nel mio sempiterno dialogo interno.

Perciò, re-inizio a scrivere partendo da due eventi libreschi del passato recente, recentissimo. Uno è il consolidato Salone del Libro, a maggio, e l’altro è una manifestazione in via di consolidamento, Libri e Arte a Ranverso, a giugno.Salone Libro TO

Ormai ho perso il conto degli anni che mi hanno vista saltare sull’autobus o sulla metro ed entrare a tutto sorriso al Lingotto come se stessi tornando a casa. Quest’anno è stato più o meno così. Il sorriso era meno splendente, perché i mesi precedenti erano stati pesanti pesantissimi e cominciavano a farsi sentire. E il tempo a mia disposizione per girare i padiglioni era notevolmente ridotto, ma quello è stato messo a frutto con accuratezza. Ho selezionato da subito gli stand che volevo visitare, pianificato un budget da spendere, lasciando una parte alle sorprese e agli imprevisti. E alle scoperte, come lo stand delle Edizioni Spartaco, dove ho scoperto decine e decine di pubblicazioni di scritti inediti di Matilde Serao, e il nome di una delle studiose principali della scrittrice, Donatella Trotta.

Per me, Matilde Serao è legata ad una specie di mistero libresco che mi trascino dietro dall’infanzia. Ero molto giovane, pre-adolescente, quando scoprii la Serao. Era un’antologia presa in prestito dalla bibliotechina improvvisata della mia classe, che conteneva diversi racconti. Uno era La mano tagliata, della Serao. Mi ricordo ancora adesso la storia, seppur a grandi linee. Una sorta di giallo in cui il protagonista, la voce narrante, si ritrova attratto e respinto da una terribile scoperta da lui fatta durante una crociera su una nave. All’interno di una scatola rettangolare di legno pregiato, su un letto di velluto rosso riposava una mano tagliata poco sotto il gomito. Una mano femminile, bellissima, adorna di anelli e braccialetti preziosi. Oltre all’orrore di ritrovarsi un pezzo di corpo umano tra le mani, il giovane protagonista si scopre attratto dalla bellezza di quella mano, e dall’incredibile particolare che l’arto conservava una purezza e una tonicità tali da sembrare ancora attaccato al resto del corpo. Invece di allertare tutte le Forze dell’Ordine fondate sul territorio, l’uomo si mette a indagare per conto proprio. Vuole scoprire la proprietaria della mano, e non solo per poterla proteggere/salvare/portare in ospedale, ecc. Si è innamorato.

Libro Le VioletteDella sua mano, sì, e anche di tutto il resto che ancora non conosce, ma che è sicuro che appartenga ad un essere eccezionale, degno di amore e devozione assoluti. Appare leggermente morboso, lo so. Ma come si dice? Al cuor non si comanda. Sembra che le sue investigazioni diano frutti, ad un certo punto. Durante una sera di navigazione, piena di vento e di mare inquieto, il giovane intravede la sagoma di una donna avvolta in un mantello e una maschera. Poiché pensa che non sia nessuno degli altri passeggeri che conosce, cerca di avvicinarsi, ma la figura si gira e scompare. E nel movimento, rivela un braccio tagliato poco sotto il gomito. Almeno, questo è quello che pensa di aver visto in quei pochissimi secondi. Le si lancia dietro, convinto di aver trovato la sua bella misteriosa.

È da quel momento che voglio sapere se fosse davvero così, perché il racconto si interrompe qui. O meglio, il libro, perché qualcuno aveva pensato bene di tagliarlo in quel punto. Ora, quella curiosità è rimasta a dormire tutto questo tempo, tranne risvegliarsi quando veniva fatto il nome di Matilde Serao. Ho cercato in lungo e in largo, ma di quel racconto nessuno sapeva dirmi qualcosa. Forse ora ho trovato un indizio… lo scoprirò presto.

Tra le pubblicazioni recenti riportate in auge della scrittrice non ho trovato la sua mano tagliata, ma una serie di deliziosi libriccini che la Serao ha dedicato ai fiori che riceveva e alle emozioni che le suscitavano. Ho scelto quello sulle violette, perché è uno dei miei fiori preferiti, pensando anche al vaso della mia violetta Samurai che all’epoca era in pieno fulgore. Di breve durata, perché i maledetti afidi l’hanno prosciugata di linfa vitale uccidendola un mese più tardi. Perciò, questo libro, L’anima dei fiori – Le violette, a cura di Donatella Trotta, diventa doppiamente prezioso per me.

Libro gazzettePoiché maggio è l’anticamera dell’inferno, che nel mio caso è l’estate, ho pensato a procurarmi qualcosa che potesse abbinarsi alle vibrazioni infernali della cosiddetta bella stagione, e Abeditore e La bottega dei traduttori avevano già pronta l’offerta: Piccola antologia cinese del macabro e del fantastico. Tra la casa editrice e l’associazione dei traduttori (di cui faccio parte anch’io) si è creata una bellissima collaborazione che dà vita a veri e propri tesori.

Perché non continuare l’esplorazione con qualcosa di legato al territorio dove vivo, dopo aver viaggiato in Estremo Oriente? Ed ecco la casa editrice Atene del Canavese con Esseri misteriosi nella tradizione popolare piemontese, a cura di Donatella Taverna. E se i miei adorati draghi, che io ritengo provengano solo dalle nebbie del lontano Nord Europa, abitassero anche qui, in Piemonte, magari nelle numerose valli che movimentano la sua superficie? Sono sicura che vorrei saperlo. Ed è una buona lettura per agosto, dopo essere sprofondata nell’oscurità accaldata delle temperature di luglio.

I giorni del Salone del Libro 2026 sono stati momenti di esplorazione soprattutto, di ricerca di cose nuove e meno conosciute, che mi potessero aprire altri interessi e scenari. Nessuna presentazione questa volta, nessuna tensione e nessuna chiacchierata sui libri.

Libri Arte RanversoSu questo fronte ho recuperato ampiamente a Libri e Arte a Ranverso, il 21 giugno. Si tratta di una rassegna culturale organizzata dalla Pro Loco di Buttigliera Alta che si svolge presso gli spazi della bellissima Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso (luogo meraviglioso che merita molteplici visite); è una vera e propria immersione completa nell’arte e nella letteratura, soprattutto quella locale. Ricordate che Spunto Edizioni, la casa editrice con cui collaboro da diverso tempo, è nativa di Buttigliera Alta? Essendo presente anche quest’anno alla manifestazione, ho partecipato volentieri come moderatrice delle presentazioni di due libri Spunto usciti da pochissimo: Dall’altra parte della luna, di Giuseppe Greco, e La saga oscura – La mano del sapiente, di Marco Sartori. Oltre a questi, ho conversato con Claudia Biamonti, autrice de La cicatrice, Echos, e Margherita Oggero, Le piccole viltà, per Einaudi.

Quattro libri in un colpo solo, come ai vecchi tempi… è stato un bellissimo pomeriggio in cui ho quasi dimenticato il caldo punitivo, per concentrarmi solo sulle storie e il loro potere terapeutico. Avrò modo di parlare dei libri citati molto più liberamente in articoli a loro dedicati, dove potrò spaziare come desidero.

Saga Oscura e Dall'altra parte della luna

Leggere e parlare con gli autori delle storie che leggo mi aiuta da sempre a recuperare forze e fiducia, soprattutto in momenti critici cui non si arriva mai preparati, per quanto si possa passare tempo a pensarci e a tentare di prevedere, reagire, rassicurare. Va anche a stimolare il nervo sensibile alle storie, quello che si mette a trasmettere impulsi come un pazzo all’area del cervello preposta ad accogliere le informazioni su trame, personaggi, svolgimenti, colpi di scena. La massa cerebrale elabora, e a sua volta emette impulsi verso i muscoli delle braccia e delle mani, che devono posarsi su una tastiera, o afferrare carta e penna e scrivere, scrivere trasformando in parole quelle elaborazioni organiche tra neuroni. È una forma di ginnastica complessa, del tutto silenziosa, nient’affatto appariscente, e poco compresa.

Dunque, ricapitolando: la mia grande parola dell’anno era “costruire” e io ho passato buona parte dei mesi successivi a fissare il cantiere, controllare i materiali, interrogarmi sulle fondamenta e probabilmente anche a discutere con il geometra interiore, che, come tutti i geometri interiori, è molto severo e non concede facilmente permessi edilizi.

Poi, nel frattempo, sono arrivati i libri. Che hanno fatto quello che fanno sempre: si sono messi lì, tranquilli, senza pretendere spiegazioni, e hanno iniziato a ricordarmi che forse il lavoro non era fermo. Forse stavo solo raccogliendo pezzi.

Non so se da qui nascerà una costruzione magnifica, una piccola casetta di campagna o il solito castello di libri che minaccia di crollare sulle mie ginocchia mentre leggo sul divano. Però una cosa è certa: ho riaperto la porta del blog, pur per l’ennesima volta.

E per ora può bastare. Anche perché, considerando la mia tendenza a trasformare ogni cosa in un’indagine esistenziale degna di un romanzo russo, direi che ho già fatto abbastanza lavoro di costruzione per oggi.

Lavagna libri e violette

Articoli correlati

Di certe notti e di certi libri

Di certe notti e di certi libri

Ci siamo. Siamo arrivati ad Halloween anche nel 2025. Sappiamo ormai fino alla nausea che cosa significhi Halloween. Per quanto sia una ricorrenza pagana antichissima, oggi lo ricordiamo soprattutto per l’interpretazione da carnevale che ne danno negli Stati Uniti,...

leggi tutto
Loredana

Loredana

Sono una lettrice onnivora da sempre. Non ricordo un momento della mia vita senza un libro tra le mani o senza una pila crescente di titoli da leggere accanto a me. Fin da bambina, ho sentito il richiamo irresistibile delle copertine e delle pagine scritte: mentre altri si perdevano tra i giocattoli, io aprivo quei mondi di carta e ci entravo dentro, ogni volta scoprendo qualcosa di nuovo. Conosciamoci meglio

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Salta al contenuto