Riassunto
15 aprile 2025. La mia casa di parole cambia di nuovo pelle.
C’era una volta una lettrice con troppi libri e troppe cose da dire. Era il 29 gennaio 2012, e decise che il mondo aveva assolutamente bisogno di sapere cosa ne pensasse lei di certi romanzi. Aprì un blog su Blogspot, gli diede un nome lunghissimo e teatrale — Del Furore di Aver Libri — e cominciò a scrivere. Spoiler: quella lettrice ero io. E quel furore non mi è ancora passato.
Il blog nasceva con lo slancio delle cose fatte d’istinto, con una grafica a caso e un entusiasmo da prima cotta. Pubblicavo quando volevo, dicevo quello che pensavo e leggevo tutto quello che mi pareva. Ero libera, felice, e discretamente grafomane.
Negli anni, quel piccolo spazio digitale ha avuto momenti di gloria, momenti di stanca, e fasi in cui il solo pensiero di scrivere un post mi faceva venir voglia di scappare su un’isola deserta (con una pila di libri, ovvio). Ma non ho mai davvero smesso. Perché in fondo quel blog era un rifugio: il posto dove potevo essere lettrice, scrittrice, traduttrice, entusiasta, delusa, ma soprattutto vera.
Nel frattempo, Internet è cambiato, io sono cambiata, anche i libri sono cambiati (un sacco di titoli con ragazze dentro, copertine fiorate, fuchsia, coloratissime, sparatissime e anche tanti titoli piuttosto imbarazzanti). Il blog ha provato a starmi dietro, tra un restyling improvvisato, un abbandono temporaneo e un ritorno sulle scene con la grinta di chi non si arrende. Tipo le band anni ’90 che fanno i tour revival, solo con meno brillantini e più analisi testuale.
Poi è arrivato il 2025. E con lui, un nuovo blog. Cioè, lo stesso blog. Ma finalmente con una veste grafica che mi fa sentire a casa, opera di una creatrice fantastica, una professionista eccezionale e un’anima gentilissima, Ljuba Daviè. Andate a visitare il suo blog, seguitela, e non esitate a rivolgervi a lei se volete un sito che vi rappresenti davvero. È il blog che avrei voluto avere nel 2012, se solo avessi saputo cosa stavo facendo.
Ho fatto pulizia: niente pubblicità, niente popup, niente fronzoli. Ho lasciato andare vecchi strumenti che non usavo più, come il canale Telegram, e ho tenuto solo ciò che mi somiglia davvero. Mi trovate ancora su Instagram e Facebook, anche se non so per quanto tempo ancora. Sono diventata molto allergica ai social. Qui, però, dove tutto continua, ci sono e ci sarò.
Quindi eccomi. Tredici anni dopo, sono ancora qui, a scrivere di libri con la stessa passione — forse con qualche ruga in più, ma anche con una voce più chiara. Questo blog è la mia casa di parole. E adesso è anche bella.
Se siete qui per caso, restate pure. C’è sempre un libro in corso di lettura (e molto spesso più di uno in contemporanea) e una storia che aspetta di essere raccontata. Se siete qui da tanto… bentornati. Mi siete mancati.




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